Di gente ne scompare parecchia,ma quando a svanire nel nulla sono 117 persone,tutte insieme,allora la faccenda puzza di mistero:è il caso di Roanoke.
La storia inizia nel 1584 quando Sir Walter Raleigh reclutò due esperti navigatori per inviarli nel Nuovo Mondo,il loro incarico era quello di individuare un luogo adatto ad ospitare la prima colonia inglese.Dopo numerosi sopralluoghi indicarono l'isola di Roanoke,al largo dell'attuale Nord Carolina,come il luogo più adatto,ignari delle spaventose tempeste che vi si abbattevano durante l'inverno.Ottenuta così l'approvazione della regina Elisabetta I,l'anno seguente si organizzò una spedizione con 7 navi e 150 coloni,guidata da Sir Richard Grenville e Sir Ralph Lane.Lo sbarco avvenne in inverno,non era quindi una stagione adatta alla semina,per questo motivo Granville dovette rientrare in patria per gli approvviggionamenti.
L'approccio con i nativi fu piuttosto brutale,a causa di un furto Lane fece uccidere il loro capo,così iniziò una guerriglia sedata da Drake in persona,ed il tentativo di colonizzare la zona fallì.
Ma ben presto si organizzò una nuova spedizione capeggiata da John White,il quale partì con 117 persone,tra cui sua figlia giunta quasi alla fine della gravidanza.Approdarono a Roanoke nel 1587.Degli abitanti precedenti furono ritrovate solo le ossa,erano stati massacrati dai nativi.White ripartì per l'Inghilterra per rifornirsi di materiali adatti alla costruzione di fortificazioni,e,sarebbe presto tornato se non fosse scoppiato il conflitto tra Inghilterra e Spagna che ritardò la sua partenza.
Una volta ottenuto il permesso di navigazione ripartì alla volta dell'isola,ma le sue navi vennero saccheggiate ed egli,costretto di nuovo a tornare indietro,fu costretto a rimanere in Inghilterra per tre anni:la flotta inglese necessitava dei suoi brigantini.
Finalmente,nel 1589 il Capitano William Irish riuscì ad organizzare una spedizione per portare non solo soccorsi ad i coloni di Roanoke,ma anche esplorare le coste vicine.Con lui si imbarcò anche White.Partirono il 20 marzo 1590 e giunsero sull'isola il 18 agosto.
Trovarono l'isola deserta,nessun cadavere,nessun segno di lotta.Gli effetti personali dei coloni erano ancora nell'insediamento.Incisa su una palizzata fu rinvenuta una parola:Croatoan.
La logica fece pensare che probabilmente gli scomparsi si erano insediati per qualche valido motivo nella vicina isola di Croatoan,ma le ricerche,continuate fino al 1607,non portarono a nulla,i coloni erano scomparsi nel nulla.
Nel 1709 un esploratore,John Lawson,visitò Roanoke,si intrattenne a lungo con le tribù locali di Croatoan che affermavano di avere antenati dalla pelle bianca;effettivamente molti di quella tribù avevano occhi e capelli chiari,ma l'ipotesi che i coloni fossero regrediti allo stato selvaggio in tre anni e uniti alle tribù indigene non convinse nessuno.
Nel 1937 nella Carolina del Nord fu rinvenuta una pietra sulla quale erano incisi strani simboli,una volta tradotti furono interpretati come un messaggio della figlia di White a suo padre.Negli anni successivi nella zona furono ritrovate altre pietre simili che raccontavano di uno strano viaggio compiuto dai coloni verso il sud.Un investigatore nel 1940 chiuse la vicenda scoprendo che le pietre erano uno scherzo,così la faccenda di Roanoke finì nel dimenticatoio.
Le ipotesi sulla scomparsa sono quattro:
1) i coloni furono massacrati dai nativi e sepolti in un altro posto;
2) i coloni vennero spazzati via da un uragano
3)i coloni morirono a causa della straordinaria siccità di quegli anni(testimoniata da alcuni studi compiuti sugli anelli di crescita degli alberi);
4)i coloni si mescolarono alle popolazioni indigene.
Tutte e quattro le ipotesi sono inverosimili secondo gli studiosi del caso.Se la colpa della sparizione è delle tribù indigene,perchè disturbarsi tanto a trasportare 117 cadaveri chissà dove e seppellirli?Li avrebbero lasciati dov'erano come avevano fatto in precedanza a monito per l'uomo bianco.L'uragano ha portato via con se i coloni?E perchè solo uomini e non costruzioni?Veramente poco credibile.
La siccità sarebbe una buona motivazione,ma perchè non sportarsi in un altro posto?Perchè non lasciare un messaggio più chiaro di quella parola,Croatoan,incisa su un tronco?Perchè poi abbandonare gli effetti personali ed andarsene così frettolosamente?Oltretutto White aveva lasciato ordini precisi da eseguire in caso di fuga improvvisa:lasciare una scritta seguita da una croce di malta.Perchè non seguire le istruzioni di White?
La quarta ipotesi sembra essere la più plausibile,ma se si pensa che stiamo parlando di 117 uomini la situazione cambia.Può essere possibile che qualcuno abbia sentito il richiamo della natura ed abbia voluto vivere a contatto con essa,ma sul serio 117 persone furono colpite da questo richiamo?Probabilmente alcuni devono per forza aver agito in questo modo,lo testimonia l'aspetto di quegli indigeni del luogo,ma gli altri?Chi non era d'accordo fu ucciso?E allora i corpi?
Rapimento alieno di massa?
Incrocio di campi magnetici che fa sparire nel nulla uno ad uno i coloni e li trasporta in un'altra dimensione?Questa ipotesi mi piace molto,mentre iniziano a sparire uno dopo l'altro i pochi rimasti decidono di unirsi alle tribù indigene.Potrebbe essere andata così,o forse no.Resta comunque un mistero molto affascinante.
Carmilla Karnstein
Benvenuto nel mio castello
sabato 30 aprile 2011
lunedì 14 marzo 2011
Sawney Baine
Sawney Baine nacque nel 1370 nella contea di Lothian,ad una ventina di km da Edimburgo.I genitori erano dei contadini che passavano l'intera giornata nei campi aiutati dai figli,ma ben presto il giovane Baine si stancò di quella vita di duro lavoro per la quale non aveva alcun interesse,così lasciò la sua casa per girovagare di villaggio in villaggio come un mendicante.
Un giorno incontrò una ragazza di nome Agnes Black,che come lui si arrangiava come poteva per vivere.Tra i due ci fu subito intesa,entrambi infatti condividevano certe perverse inclinazioni sadiche che li resero compagni.Si stabilirono a Ballantrae,dove Agnes praticava la magia a scopo terapeutico e non,illudendo la gente poichè non era per niente avvezza al mestiere,tanto che,una volta scoperta,per timore di essere condotta al rogo con il suo complice,si decise ad abbandonare la città.
I fuggiaschi trovarono rifugio in una caverna lontano da tutto e da tutti sulla costa di Galloway.Questo posto umido e freddo era disseminato di strettoie quasi inaccessibili,e l'alta marea spesso impediva ai curiosi di addentrarvisi.Beane per sopravvivere andava in giro per le campagne alla ricerca di qualche viaggiatore o passante da depredare,e per evitare che potessero riconoscerlo uccideva i malcapitati,così da sbarazzarsi di ogni testimone.
Per alcuni anni i due tirarono avanti con i furti,ma,quando giunsero i primi figli,le loro esigenze cambiarono:la refurtiva non bastò più per sfamare tutti,perciò,entrambi,di comune accordo,decisero che la carne se la sarebbero procurata direttamente dai cadaveri delle loro vittime.
Nell'autunno del 1410 una coppia di contadini che passava sulla costa di Galloway fu assalita da Beane e consorte,i loro cadaveri vennero portati nella caverna e lì fatti a pezzi:alcune parti furono conservate in salamoia,altre trattate ed appese a ganci per essere consumate subito,mentre ciò che rimaneva veniva gettato in mare.
Col passare del tempo la famiglia crebbe,e,si allargò ulteriormente con una serie di incesti,fino ad arrivare a otto figli maschi,sei figlie,diciotto nipoti maschi e quattordici nipoti femmine.Tutti loro erano abituati ad uccidere e mangiare carne umana.
Nella zona si registrava ogni anno un'elevata percentuale di persone scomparse,molte famiglie si rivolsero alle autorità,che,malgrado gli scarsi indizi,cominciarono ricerche serrate su tutto il territorio,se non altro per impedire il panico che si alimentava sempre di più ad ogni nuova scomparsa.Molti individui furono arrestati e costretti a confessare misfatti che non avevano commesso,semplicemente perchè erano stati gli ultimi a vedere vivi gli scomparsi.
Accadde poi che alcuni passanti notarono degli strano oggetti galleggiare in mare,e,una volta avvicinati,videro con orrore che si trattava di braccia e gambe in putrefazione in balia della corrente.La zona venne setacciata,e qualcuno si avvicinò anche alla grotta,ma l'alta marea impediva il passaggio,e di certo nessuno poteva pensare che in quell'antro malsano potessero vivere degli esseri umani.
Nel 1435 una coppia di sposi venne attaccata da Baine ed alcuni dei suoi,la donna fu uccisa e suo marito,che si difendeva con una spada vide che quelle persone ne bevevano il sangue.Fortunatamente accorsero dei viaggiatori e i Baine furono costretti alla fuga,ma ormai tutti sapevano cosa succedeva nella contea.
La situazione era di così grande rilevanza che ne venne informato anche il re,e pochi giorni dopo,un esercito di 400 uomini,capeggiati dallo stesso re,perlustrarono l'intera zona,accompagnati da cani da fiuto,i quali riuscirono dopo pochi giorni a condurre l'esercito in prossimità della grotta.
Con le torce accese i soldati penetrarono nella caverna e lì videro cose che mai si sarebbero aspettati di vedere:a dei ganci erano stati appesi braccia,gambe e teste umane,altri pezzi di uomini,donne e bambini erano conservati in salamoia.La famiglia Baine(48 individui) tentò di difendersi ma il numero elevato di soldati ebbe la meglio.
Portati ad Edimburgo vennero rinchiusi nella prigione di Leith.Il giorno successivo,senza un regolare processo,davanti ad una folla impazzita e bramante vendetta,vennero giustiziati:gli uomini ebbero tagliate mani e gambe,lasciati dissanguare davanti agli occhi delle donne,mentre queste ultime vennero bruciate vive.
La certezza del numero delle vittime non fu mai ben precisato.
Un giorno incontrò una ragazza di nome Agnes Black,che come lui si arrangiava come poteva per vivere.Tra i due ci fu subito intesa,entrambi infatti condividevano certe perverse inclinazioni sadiche che li resero compagni.Si stabilirono a Ballantrae,dove Agnes praticava la magia a scopo terapeutico e non,illudendo la gente poichè non era per niente avvezza al mestiere,tanto che,una volta scoperta,per timore di essere condotta al rogo con il suo complice,si decise ad abbandonare la città.
I fuggiaschi trovarono rifugio in una caverna lontano da tutto e da tutti sulla costa di Galloway.Questo posto umido e freddo era disseminato di strettoie quasi inaccessibili,e l'alta marea spesso impediva ai curiosi di addentrarvisi.Beane per sopravvivere andava in giro per le campagne alla ricerca di qualche viaggiatore o passante da depredare,e per evitare che potessero riconoscerlo uccideva i malcapitati,così da sbarazzarsi di ogni testimone.
Per alcuni anni i due tirarono avanti con i furti,ma,quando giunsero i primi figli,le loro esigenze cambiarono:la refurtiva non bastò più per sfamare tutti,perciò,entrambi,di comune accordo,decisero che la carne se la sarebbero procurata direttamente dai cadaveri delle loro vittime.
Nell'autunno del 1410 una coppia di contadini che passava sulla costa di Galloway fu assalita da Beane e consorte,i loro cadaveri vennero portati nella caverna e lì fatti a pezzi:alcune parti furono conservate in salamoia,altre trattate ed appese a ganci per essere consumate subito,mentre ciò che rimaneva veniva gettato in mare.
Col passare del tempo la famiglia crebbe,e,si allargò ulteriormente con una serie di incesti,fino ad arrivare a otto figli maschi,sei figlie,diciotto nipoti maschi e quattordici nipoti femmine.Tutti loro erano abituati ad uccidere e mangiare carne umana.
Nella zona si registrava ogni anno un'elevata percentuale di persone scomparse,molte famiglie si rivolsero alle autorità,che,malgrado gli scarsi indizi,cominciarono ricerche serrate su tutto il territorio,se non altro per impedire il panico che si alimentava sempre di più ad ogni nuova scomparsa.Molti individui furono arrestati e costretti a confessare misfatti che non avevano commesso,semplicemente perchè erano stati gli ultimi a vedere vivi gli scomparsi.
Accadde poi che alcuni passanti notarono degli strano oggetti galleggiare in mare,e,una volta avvicinati,videro con orrore che si trattava di braccia e gambe in putrefazione in balia della corrente.La zona venne setacciata,e qualcuno si avvicinò anche alla grotta,ma l'alta marea impediva il passaggio,e di certo nessuno poteva pensare che in quell'antro malsano potessero vivere degli esseri umani.
Nel 1435 una coppia di sposi venne attaccata da Baine ed alcuni dei suoi,la donna fu uccisa e suo marito,che si difendeva con una spada vide che quelle persone ne bevevano il sangue.Fortunatamente accorsero dei viaggiatori e i Baine furono costretti alla fuga,ma ormai tutti sapevano cosa succedeva nella contea.
La situazione era di così grande rilevanza che ne venne informato anche il re,e pochi giorni dopo,un esercito di 400 uomini,capeggiati dallo stesso re,perlustrarono l'intera zona,accompagnati da cani da fiuto,i quali riuscirono dopo pochi giorni a condurre l'esercito in prossimità della grotta.
Con le torce accese i soldati penetrarono nella caverna e lì videro cose che mai si sarebbero aspettati di vedere:a dei ganci erano stati appesi braccia,gambe e teste umane,altri pezzi di uomini,donne e bambini erano conservati in salamoia.La famiglia Baine(48 individui) tentò di difendersi ma il numero elevato di soldati ebbe la meglio.
Portati ad Edimburgo vennero rinchiusi nella prigione di Leith.Il giorno successivo,senza un regolare processo,davanti ad una folla impazzita e bramante vendetta,vennero giustiziati:gli uomini ebbero tagliate mani e gambe,lasciati dissanguare davanti agli occhi delle donne,mentre queste ultime vennero bruciate vive.
La certezza del numero delle vittime non fu mai ben precisato.
Sweeney Todd
La splendida città di Londra è stata spesso e non volentieri teatro di numerosi avvenimenti inquietanti che,a distanza di secoli,continuano a rimanere nella memoria.Circa 250 anni or sono,i londinesi ebbero a che fare con un curioso personaggio che esercitava il mestiere di barbiere in Fleet Street: Sweeney Todd,il barbiere demonio.Questa è la sua storia.
Sweeney Todd vide la luce in un fatiscente stabile di Brick Lane,a Londra,nel 1756,figlio di un tessitore quasi sempre disoccupato e perennemente ubriaco di gin,e di una donna di fatica che alzava il gomito quanto il marito.La sorte del bambino si compie nel terribile inverno del 1768,quando una terribile ondata di freddo ghiacciò completamente il Tamigi,il carbone era assolutamente proibitivo e molti tra la popolazione morirono assiderati per le strade.Tra questi ci furono anche i genitori del suddetto.
Sweeney tirò avanti rifugiandosi nella bottega di John Crook,un artigiano specializzato nella fabbricazione di coltelli,rasoi ed altri aggeggi meccanici,facendo il garzone,dipendendo dal suo padrone non solo per il cibo e per il tetto,ma anche per il vestiario e per l'esercizio dei diritti più elementari.Nel 1770 venne accusato di furto e portato al carcere di Newgate,obbligato a cinque anni di reclusione.Coloro che scampavano al boia venivano decimati dalle malattie,i reclusi infatti erano accalcati come bestie in camerate fredde,ed erano costretti a nutrirsi di un rancio che solo con la fantasia poteva essere considerato commestibile.In un simile inferno il giovane Sweeney fu preso sotto l'ala protettrice di un uomo,un certo Plummer,che si arrangiava ad offrire a detenuti e secondini la sua abilità di barbiere,e quindi imparò un mestiere che,recuperata la libertà,potè esercitare per guadagnarsi da vivere.
Privo del capitale per esercitare il mestiere in un negozio,si riversa nelle strade per andare ad ingrossare le fila dei tantissimi flying barber che rasavano e cavavano denti a pochi spiccioli.Nel 1784 la stampa londinese da notizia di un gentiluomo trovato con la gola aperta da un'orecchio all'altro in Hyde Park,omicidio rimasto impunito.L'anno seguente Sweeney apre una bottega in piena regola in Fleet Street al civico 186.All'ombra di Temple Bar,egli erige la sua insegna:un bel cilindro rosso avvolto da una spirale bianca e una vetrina sormontata dalla classica scritta "Easy shaving for a penny-As good as you will find any".
La bottega era un antro piuttosto buio,in cui spiccava la boccia usata per custodire i denti marci cavati ai clienti,il camino su cui bollire l'acqua per la rasatura e la rastrelliera su cui erano appesi i ferri del mestiere.L'elemento più curioso era una massiccia sedia di legno posta stranamente al centro della sala:un meccanismo segreto consentiva al barbiere di reclinare violentemente la sedia che,girando su se stessa,precipitava le sue vittime sul pavimento dello scantinato,causando ai malcapitati la rottura dell'osso del collo.Se qualcosa nell'esecuzione andava storto,sarebbe arrivato lui stesso con il rasoio a sistemare la questione,a incassare denaro,vestiti e qualsiasi oggetto di valore posseduto dai clienti.Probabilmente era particolarmente abile nel valutare se era il caso di accontentarsi del penny della rasatura o se procedere all'esecuzione.
Inizialmente,i cunicoli che si dipanavano dallo scantinato a tutta la superficie del quartiere,potevano bastare a nascondere i cadaveri,in particolare i sotterranei della chiesa di St. Dunstan,già utilizzati per dare degna sepoltura a personaggi di alto lignaggio.Presto però questi luoghi non furono più sufficenti,e così il barbiere inventò un ruolo di assoluto primo piano per la signora Lovett,complice e molto probabilmente amante del diabolico Sweeney Todd.
Margery Lovett era la giovane vedova di un fornaio,particolarmente abile nel dosare gli ingredienti base del prelibato piatto servito nel suo negozio di Bell Yard,una strada adiacente a Fleet Street: la meat pie,un pasticcio di carne avvolto in soffice pastafrolla per cui la signora Lovett era celebre in tutto il circondario.Sul come e sul perchè la donna incontrò il barbiere non ci sono molte certezze.Forse la fornaia scoprì il sottopassaggio e così venne cooptata,con le minacce o grazie al denaro,nelle attività del suo vicino di bottega.O magari il merito della scoperta fu dello stesso Todd,che poi utilizzò le maniere forti o le armi della seduzione per convincerla a partecipare ai suoi omicidi.Inoltre è possibile che il barbiere fosse diventato talmente ricco da acquistare i locali di Margery,ma l'unico fatto su cui non ci sono dubbi è che una meat pie è il luogo migliore in cui far sparire,pezzo dopo pezzo,un corpo umano derubato di ogni cosa,trasformandolo così in ulteriore fonte di guadagno.Raggiunto un accordo,la fornaia e il barbiere si divisero i compiti:al secondo toccava smembrare i corpi,la prima si sarebbe preoccupata di dosare sapientemente gli ingredienti per raggiungere quel delicato equilibrio che era alla base delle sue celebri meat pie.
Certi raccapriccianti resoconti di persone che,in situazioni estreme,sono state costrette a cibarsi di carne umana,riferiscono di un sapore assolutamente disgustoso:un acre sentore dolciastro capace di indurre al vomito anche il più affamato.Tuttavia non fu questo il motivo della scoperta dei delitti.Infatti,vittima dopo vittima,le voci di persone viste entrare nella bottega del barbiere e poi scomparse,cominciarono a circolare per Londra.Visitato anonimamente da amici e parenti degli scomparsi,il barbiere ebbe la debolezza di farsi scoprire con scarpe o vestiti in tutto e per tutto simili a quelle indossate dalle vittime.Le voci così divennero prove,pane per i denti dei Bow Street Runner,un rudimentale corpo di polizia,già allarmati dalle innumerevoli lamentele circa un cattivo odore piuttosto sospetto che si sprigionava dai sotterranei della chiesa di St Dunstan.
Al magistrato Richard Blunt,a questo punto,non restò altro che mandare i suoi uomini dal fin troppo ricco barbiere,dove,con la scusa di una rasatura,si cominciarono a verificare le accuse mosse a Todd,inoltre,il rinvenimento di resti umani svelò anche il percorso che collegava la bottega di Fleet Street con il forno di Bell Yard.Ormai Sweeney e la sua complice erano stati scoperti.
Nell'ottobre 1801 i due criminali finiscono in una cella di Newgate,una folla minacciosa segue la traduzione minacciando giustizia sommaria e devastazioni.Anche dietro le sbarre,il mistero che aleggia su tutta la vicenda continua ad infittirsi.Dopo essere stata sottoposta ad un estenuante interrogatorio,la signora Lovett crolla e rende una piena e dettagliata confessione,aggravando in modo particolare la posizione del barbiere.Poichè non voleva subire l'onta di ritrovarsi di fronte ad un tribunale nella gabbia riservata agli imputati,corruppe un secondino e si fece portare una fiala di veleno,così che fu ritrovata morta nella sua cella al mattino.
Il processo si concluse con un'evitabile condanna a morte,eseguita mediante impiccaggione il 25 gennaio 1802.Nessuna delle migliaia di persone assiepate nei cortili di Newgate,osservando la corda saponata serrarsi intorno al collo dell'assassino,poteva pensare che quella morte,reale,non era che l'inizio di un'altra vita,metaforica ovviamente,ma,proprio per questo,particolarmente ricca di significato.
Sweeney Todd vide la luce in un fatiscente stabile di Brick Lane,a Londra,nel 1756,figlio di un tessitore quasi sempre disoccupato e perennemente ubriaco di gin,e di una donna di fatica che alzava il gomito quanto il marito.La sorte del bambino si compie nel terribile inverno del 1768,quando una terribile ondata di freddo ghiacciò completamente il Tamigi,il carbone era assolutamente proibitivo e molti tra la popolazione morirono assiderati per le strade.Tra questi ci furono anche i genitori del suddetto.
Sweeney tirò avanti rifugiandosi nella bottega di John Crook,un artigiano specializzato nella fabbricazione di coltelli,rasoi ed altri aggeggi meccanici,facendo il garzone,dipendendo dal suo padrone non solo per il cibo e per il tetto,ma anche per il vestiario e per l'esercizio dei diritti più elementari.Nel 1770 venne accusato di furto e portato al carcere di Newgate,obbligato a cinque anni di reclusione.Coloro che scampavano al boia venivano decimati dalle malattie,i reclusi infatti erano accalcati come bestie in camerate fredde,ed erano costretti a nutrirsi di un rancio che solo con la fantasia poteva essere considerato commestibile.In un simile inferno il giovane Sweeney fu preso sotto l'ala protettrice di un uomo,un certo Plummer,che si arrangiava ad offrire a detenuti e secondini la sua abilità di barbiere,e quindi imparò un mestiere che,recuperata la libertà,potè esercitare per guadagnarsi da vivere.
Privo del capitale per esercitare il mestiere in un negozio,si riversa nelle strade per andare ad ingrossare le fila dei tantissimi flying barber che rasavano e cavavano denti a pochi spiccioli.Nel 1784 la stampa londinese da notizia di un gentiluomo trovato con la gola aperta da un'orecchio all'altro in Hyde Park,omicidio rimasto impunito.L'anno seguente Sweeney apre una bottega in piena regola in Fleet Street al civico 186.All'ombra di Temple Bar,egli erige la sua insegna:un bel cilindro rosso avvolto da una spirale bianca e una vetrina sormontata dalla classica scritta "Easy shaving for a penny-As good as you will find any".
La bottega era un antro piuttosto buio,in cui spiccava la boccia usata per custodire i denti marci cavati ai clienti,il camino su cui bollire l'acqua per la rasatura e la rastrelliera su cui erano appesi i ferri del mestiere.L'elemento più curioso era una massiccia sedia di legno posta stranamente al centro della sala:un meccanismo segreto consentiva al barbiere di reclinare violentemente la sedia che,girando su se stessa,precipitava le sue vittime sul pavimento dello scantinato,causando ai malcapitati la rottura dell'osso del collo.Se qualcosa nell'esecuzione andava storto,sarebbe arrivato lui stesso con il rasoio a sistemare la questione,a incassare denaro,vestiti e qualsiasi oggetto di valore posseduto dai clienti.Probabilmente era particolarmente abile nel valutare se era il caso di accontentarsi del penny della rasatura o se procedere all'esecuzione.
Inizialmente,i cunicoli che si dipanavano dallo scantinato a tutta la superficie del quartiere,potevano bastare a nascondere i cadaveri,in particolare i sotterranei della chiesa di St. Dunstan,già utilizzati per dare degna sepoltura a personaggi di alto lignaggio.Presto però questi luoghi non furono più sufficenti,e così il barbiere inventò un ruolo di assoluto primo piano per la signora Lovett,complice e molto probabilmente amante del diabolico Sweeney Todd.
Margery Lovett era la giovane vedova di un fornaio,particolarmente abile nel dosare gli ingredienti base del prelibato piatto servito nel suo negozio di Bell Yard,una strada adiacente a Fleet Street: la meat pie,un pasticcio di carne avvolto in soffice pastafrolla per cui la signora Lovett era celebre in tutto il circondario.Sul come e sul perchè la donna incontrò il barbiere non ci sono molte certezze.Forse la fornaia scoprì il sottopassaggio e così venne cooptata,con le minacce o grazie al denaro,nelle attività del suo vicino di bottega.O magari il merito della scoperta fu dello stesso Todd,che poi utilizzò le maniere forti o le armi della seduzione per convincerla a partecipare ai suoi omicidi.Inoltre è possibile che il barbiere fosse diventato talmente ricco da acquistare i locali di Margery,ma l'unico fatto su cui non ci sono dubbi è che una meat pie è il luogo migliore in cui far sparire,pezzo dopo pezzo,un corpo umano derubato di ogni cosa,trasformandolo così in ulteriore fonte di guadagno.Raggiunto un accordo,la fornaia e il barbiere si divisero i compiti:al secondo toccava smembrare i corpi,la prima si sarebbe preoccupata di dosare sapientemente gli ingredienti per raggiungere quel delicato equilibrio che era alla base delle sue celebri meat pie.
Certi raccapriccianti resoconti di persone che,in situazioni estreme,sono state costrette a cibarsi di carne umana,riferiscono di un sapore assolutamente disgustoso:un acre sentore dolciastro capace di indurre al vomito anche il più affamato.Tuttavia non fu questo il motivo della scoperta dei delitti.Infatti,vittima dopo vittima,le voci di persone viste entrare nella bottega del barbiere e poi scomparse,cominciarono a circolare per Londra.Visitato anonimamente da amici e parenti degli scomparsi,il barbiere ebbe la debolezza di farsi scoprire con scarpe o vestiti in tutto e per tutto simili a quelle indossate dalle vittime.Le voci così divennero prove,pane per i denti dei Bow Street Runner,un rudimentale corpo di polizia,già allarmati dalle innumerevoli lamentele circa un cattivo odore piuttosto sospetto che si sprigionava dai sotterranei della chiesa di St Dunstan.
Al magistrato Richard Blunt,a questo punto,non restò altro che mandare i suoi uomini dal fin troppo ricco barbiere,dove,con la scusa di una rasatura,si cominciarono a verificare le accuse mosse a Todd,inoltre,il rinvenimento di resti umani svelò anche il percorso che collegava la bottega di Fleet Street con il forno di Bell Yard.Ormai Sweeney e la sua complice erano stati scoperti.
Nell'ottobre 1801 i due criminali finiscono in una cella di Newgate,una folla minacciosa segue la traduzione minacciando giustizia sommaria e devastazioni.Anche dietro le sbarre,il mistero che aleggia su tutta la vicenda continua ad infittirsi.Dopo essere stata sottoposta ad un estenuante interrogatorio,la signora Lovett crolla e rende una piena e dettagliata confessione,aggravando in modo particolare la posizione del barbiere.Poichè non voleva subire l'onta di ritrovarsi di fronte ad un tribunale nella gabbia riservata agli imputati,corruppe un secondino e si fece portare una fiala di veleno,così che fu ritrovata morta nella sua cella al mattino.
Il processo si concluse con un'evitabile condanna a morte,eseguita mediante impiccaggione il 25 gennaio 1802.Nessuna delle migliaia di persone assiepate nei cortili di Newgate,osservando la corda saponata serrarsi intorno al collo dell'assassino,poteva pensare che quella morte,reale,non era che l'inizio di un'altra vita,metaforica ovviamente,ma,proprio per questo,particolarmente ricca di significato.
domenica 13 marzo 2011
Superstizione e Stregoneria nel Nuovo Mondo
La conquista spagnola dell'America ebbe natura religiosa e politica insieme.Nelle regioni cattoliche dell'America colonizzata i missionari attuarono un'attività di conquista persistente,mentre nelle colonie protestanti ciò non avvenne.Tuttavia,tutti i coloni europei,indipendentemente dalla nazionalità,confessione religiosa o fervore missionario,avevano in comune di credere nella superiorità morale del cristianesimo,e provavano disprezzo per le superstizioni degli amerindi.
Nel Messico,l'evangelizzazione dei missionari europei fu condotta avanti con energia ed ebbe successo.Nel 1536 Città del Messico possedeva già un seminario in cui dovevano essere formati gli amerindi avviati a diventare preti cattolici, e la popolazione indigena era organizzata in tante parrocchie cattoliche.Tuttavia presto ci si convinse che l'iniziativa di dar vita ad un clero amerindo stava fallendo,anche se i messicani avevano ottenuto già qualcosa che per la loro futura storia religiosa si sarebbe rilevato molto importante:la Madonna di Guadalupe,patrona degli indiani del messico,apparsa proprio ad uno di loro,che ebbe da subito una grande popolarità.
Il successo conseguito in Messico però non si ripetè nelle altre regioni d'America.Il Perù alla fine del 500 conobbe una grande ribellione religiosa da parte dei nativi che si opponevano alla penetrazione del cristianesimo.
Nel 600,nella maggior parte delle zone d'America cattoliche operarono i gesuiti,i quali non furono certo estimatori delle religioni locali.Il loro tipo di attivismo missionario contrastava in modo drastico con l'opera dei conqustatori protestanti.Gli Olandesi durante il periodo in cui occuparono il Brasile(1624-1654), stamparono un catechismo in lingua locale e inviarono molti nativi in Europa per imparare le maniere civili e la vera religione.Tuttavia la Compagnia olandese delle Indie occidentali mantenne a lungo l'occupazione solo un lembo del territorio americano.I ministri olandesi dedicavano più tempo ed energia a combattere i dissenzienti protestanti più che a convertire i nativi,così come avveniva nella Nuova Inghilterra.
Il pluralismo religioso dell'America Britannica riguardò il solo mondo protestante e le sue diverse confessioni e frammentazioni settarie.I coloni di diversa provenienza,sbarcati in America,portarono con se le loro paure per i maleficia e per le streghe insieme a tante altre cose che formavano il loro corredo culturale.La colonizzazione dell'America coincise con la stagione più intensa della caccia alle streghe in Europa.Il Malleus Maleficarum comparve cinque anni dopo il primo viaggio di Colombo,ed il celebre dramma spagnolo di una strega,la Celestina,uscì al tempo dell'ultimo viaggio del celebre scopritore.
Le credenze nella stregoneria variavano da un paese colonizzatore all'altro.L'Inquisizione spagnola la considerava una forma di superstizione,e la combattè in maniera blanda.L'Inghilterra con lentezza si lasciò penetrare dalle credenze circa i patti col diavolo e il sabba delle streghe,mentre la Francia attribuì un ruolo molto importante alle possessioni diaboliche e fu il paese in cui si celebrarono molti processi contro le streghe.
La credenza nella stregoneria fece parte dell'acculturazione degli amerindi convertiti e degli schiavi africani che,in numero sempre maggiore,dopo la metà del 500,cominciarono ad affluire oltre oceano ed a popolare le colonie.Poichè sia gli indiani nativi,sia gli africani trapiantati possedevano nella loro cultura forme di magia e stregoneria,la loro interazione con i coloni europei di cui furono al servizio palesa una presenza di superstizione in questi luoghi.
La stregoneria nella Vecchia e nuova Spagna è testimoniata dal tribunale dell'Inquisizione che operò anche nelle colonie,tuttavia,così come in patria,questo tribunale si occupò soprattutto di eliminare i giudaizzanti e altri eretici presenti tra gli emigrati dall'Europa,nonchè punire chi si era reso colpevole di reati che offendevano la morale.Certamente anche gli inquisitori operanti in America si dovettero occupare di pratiche magiche,di solito praticate da giovani vedove,mogli abbandonate dai mariti,donne che vivevano in stato di concubinaggio,o mezzane come la Celestina.Pochi furono i casi di stregoneria collettiva.
Diverso fu invece il trattamento della stregoneria nelle colonie inglesi.L'Inghilterra fu l'unica potenza protestante a formare in America ,durante il 600,un impero duraturo,le sue colonie conobbero una ben minore sopraintendenza della madrepatria rispetto alle colonie spagnole,e sicuramente non conobbero tribunali dell'Inquisizione.Qui la stregoneria fu un fenomeno unico nel suo genere poichè vi furono molte persone condannate a morte per questo reato.La credenza nelle streghe fu portata dai primi coloni e venne a mescolarsi con tutta una serie di credenze prettamente britanniche: le streghe delle colonie inglesi non conobbero il sabba con i suoi riti orgiastici,e il marchio del diavolo era un'escrescenza tra il sesso e l'ano,simile ad un capezzolo,e non l'anestetica cicatrice da cui si dicevano sfregiate le streghe dell'Europa continentale.
L'Inghilterra non fu mai spettatrice di processi in massa come quello avvenuto a Salem in data così tarda.Sebbene le credenze sulle streghe vigenti nella Nuova Inghilterra non fossero radicalmente diverse da quelle della madrepatria,in esse si dava importanza maggiore al fatto che la strega stringeva un patto col diavolo, ed era obbligata a firmare un certo libro nero.Coloro che praticavano la stregoneria spesso e volentieri adoperavano l'ausilio di immagini.La prima strega messa a morte a Salem,Bridget Bishop,fu trovata in possesso di parecchie bambole fatte di stracci in cui erano piantati spilli senza capocchia.Le accusate di Salem,purtroppo per loro,furono coinvolte dalla credenza degli abitanti del luogo sull'apparizione di spiriti,e tale credenza era tra loro radicata come lo era in madrepatria.
Il panico di Salem ebbe inizio dopo che un indiano e la sua donna avevano fatto una focaccia di farina di segala intrisa con l'urina delle figlie del pastore,l'avevano cotta nella cenere e poi l'avevano data ad un cane.Da quel momento furono scoperti e si constatò che molte persone avevano ricevuto del male da loro.La prima persona ad essere accusata fu una schiava,cioè una donna che palesemente esercitava le arti della magia,il cui marito,John l'indiano,ben presto divenne il maggior accusatore nella vicenda.Dunque,al preludio delle origini della più famosa caccia alle streghe puritana ci furono due amerindi che avevano adattato la loro magia tradizionale a quella dei loro padroni e che denunciarono per risparmiarsi la vita.
Si sa poco delle pratiche stregonesche di stampo non europeo praticate nei diversi imperi coloniali.Il tipo di stregoneria più noto è quello afro-americano praticato ad Haiti:la vecchia religione del vodu.Il vodu è infatti una forma di religione e non un tipo di stregoneria,anche se i coloni francesi hanno confuso le cose fin dal 600.A rendere la storia del vodu haitiano così importante non è tanto la purezza dei suoi riti,quanto più gli imprestiti derivati dal cristianesimo.Gli schiavi africani che giungevano nell'isola venivano battezzati,ma non si dava loro alcuna istruzione cristiana,ecco quindi il perchè conservavano molte delle loro usanze pur ostentando una adesione al cristianesimo.
Nel 1795 nell'isola ci fu un'insurrezione di negri che portò alla cacciata dei francesi.Nel 1804 Haiti era già indipendente,e da allora restò uno stato afro-americano cattolico,così nessuna iniziativa missionaria disturbò a lungo la sua religione,che restò la stessa del 700.Il vodu haitiano comprende riti magici e stregoneschi,e,poichè non è una religione africana pura ma giova di elementi presenti sia nella cultura africana che in quella cristiana,crede nel potere magico dei sacramenti e,quindi,battezza gli oggetti del proprio culto.I loro stregoni,i bokos,praticano sia la magia bianca che quella nera,ed il loro potere più tremendo è quello di far rivivere i morti in uno stato di semi-idiozia e di costringerli ad ubbidire ai loro voleri(sono gli zombie).Tutte queste credenze sono fondamentalmente africane,ma la stregoneria haitiana ha anche un che di cristiano.Per esempio gli zombie diventano furiosi solo se si dà loro del sale,che era tabù nel sabba delle streghe,e inoltre le polveri più efficaci contro i maleficia devono essere preparate la notte di Natale.Elementi europei si trovano anche sull'esistenza delle zobop,streghe che escono di notte in gruppo al suono di tamburelli udibili solo da loro,che si possono tramutare in animali e che praticano il cannibalismo riunite in crocicchi o in cimiteri.
Altrove queste credenze si persero,i proprietari di schiavi esercitarono nei territori colonizzati controlli sociali più efficaci e imposero una più solerte istruzione religiosa.Il caso della continuità haitiana ma anche quello di altre zone,come ad esempio Santo Domingo,stanno a dimostrare le durevoli reciproche influenze culturali che si ebbero tra schiavi e loro padroni.Le Americhe di età coloniale furono,quindi,teatro sia di una trionfante esplosione del Cristianesimo nel Nuovo Mondo,sia della fusione tra superstizioni europee e superstizioni di altra provenienza.
Nel Messico,l'evangelizzazione dei missionari europei fu condotta avanti con energia ed ebbe successo.Nel 1536 Città del Messico possedeva già un seminario in cui dovevano essere formati gli amerindi avviati a diventare preti cattolici, e la popolazione indigena era organizzata in tante parrocchie cattoliche.Tuttavia presto ci si convinse che l'iniziativa di dar vita ad un clero amerindo stava fallendo,anche se i messicani avevano ottenuto già qualcosa che per la loro futura storia religiosa si sarebbe rilevato molto importante:la Madonna di Guadalupe,patrona degli indiani del messico,apparsa proprio ad uno di loro,che ebbe da subito una grande popolarità.
Il successo conseguito in Messico però non si ripetè nelle altre regioni d'America.Il Perù alla fine del 500 conobbe una grande ribellione religiosa da parte dei nativi che si opponevano alla penetrazione del cristianesimo.
Nel 600,nella maggior parte delle zone d'America cattoliche operarono i gesuiti,i quali non furono certo estimatori delle religioni locali.Il loro tipo di attivismo missionario contrastava in modo drastico con l'opera dei conqustatori protestanti.Gli Olandesi durante il periodo in cui occuparono il Brasile(1624-1654), stamparono un catechismo in lingua locale e inviarono molti nativi in Europa per imparare le maniere civili e la vera religione.Tuttavia la Compagnia olandese delle Indie occidentali mantenne a lungo l'occupazione solo un lembo del territorio americano.I ministri olandesi dedicavano più tempo ed energia a combattere i dissenzienti protestanti più che a convertire i nativi,così come avveniva nella Nuova Inghilterra.
Il pluralismo religioso dell'America Britannica riguardò il solo mondo protestante e le sue diverse confessioni e frammentazioni settarie.I coloni di diversa provenienza,sbarcati in America,portarono con se le loro paure per i maleficia e per le streghe insieme a tante altre cose che formavano il loro corredo culturale.La colonizzazione dell'America coincise con la stagione più intensa della caccia alle streghe in Europa.Il Malleus Maleficarum comparve cinque anni dopo il primo viaggio di Colombo,ed il celebre dramma spagnolo di una strega,la Celestina,uscì al tempo dell'ultimo viaggio del celebre scopritore.
Le credenze nella stregoneria variavano da un paese colonizzatore all'altro.L'Inquisizione spagnola la considerava una forma di superstizione,e la combattè in maniera blanda.L'Inghilterra con lentezza si lasciò penetrare dalle credenze circa i patti col diavolo e il sabba delle streghe,mentre la Francia attribuì un ruolo molto importante alle possessioni diaboliche e fu il paese in cui si celebrarono molti processi contro le streghe.
La credenza nella stregoneria fece parte dell'acculturazione degli amerindi convertiti e degli schiavi africani che,in numero sempre maggiore,dopo la metà del 500,cominciarono ad affluire oltre oceano ed a popolare le colonie.Poichè sia gli indiani nativi,sia gli africani trapiantati possedevano nella loro cultura forme di magia e stregoneria,la loro interazione con i coloni europei di cui furono al servizio palesa una presenza di superstizione in questi luoghi.
La stregoneria nella Vecchia e nuova Spagna è testimoniata dal tribunale dell'Inquisizione che operò anche nelle colonie,tuttavia,così come in patria,questo tribunale si occupò soprattutto di eliminare i giudaizzanti e altri eretici presenti tra gli emigrati dall'Europa,nonchè punire chi si era reso colpevole di reati che offendevano la morale.Certamente anche gli inquisitori operanti in America si dovettero occupare di pratiche magiche,di solito praticate da giovani vedove,mogli abbandonate dai mariti,donne che vivevano in stato di concubinaggio,o mezzane come la Celestina.Pochi furono i casi di stregoneria collettiva.
Diverso fu invece il trattamento della stregoneria nelle colonie inglesi.L'Inghilterra fu l'unica potenza protestante a formare in America ,durante il 600,un impero duraturo,le sue colonie conobbero una ben minore sopraintendenza della madrepatria rispetto alle colonie spagnole,e sicuramente non conobbero tribunali dell'Inquisizione.Qui la stregoneria fu un fenomeno unico nel suo genere poichè vi furono molte persone condannate a morte per questo reato.La credenza nelle streghe fu portata dai primi coloni e venne a mescolarsi con tutta una serie di credenze prettamente britanniche: le streghe delle colonie inglesi non conobbero il sabba con i suoi riti orgiastici,e il marchio del diavolo era un'escrescenza tra il sesso e l'ano,simile ad un capezzolo,e non l'anestetica cicatrice da cui si dicevano sfregiate le streghe dell'Europa continentale.
L'Inghilterra non fu mai spettatrice di processi in massa come quello avvenuto a Salem in data così tarda.Sebbene le credenze sulle streghe vigenti nella Nuova Inghilterra non fossero radicalmente diverse da quelle della madrepatria,in esse si dava importanza maggiore al fatto che la strega stringeva un patto col diavolo, ed era obbligata a firmare un certo libro nero.Coloro che praticavano la stregoneria spesso e volentieri adoperavano l'ausilio di immagini.La prima strega messa a morte a Salem,Bridget Bishop,fu trovata in possesso di parecchie bambole fatte di stracci in cui erano piantati spilli senza capocchia.Le accusate di Salem,purtroppo per loro,furono coinvolte dalla credenza degli abitanti del luogo sull'apparizione di spiriti,e tale credenza era tra loro radicata come lo era in madrepatria.
Il panico di Salem ebbe inizio dopo che un indiano e la sua donna avevano fatto una focaccia di farina di segala intrisa con l'urina delle figlie del pastore,l'avevano cotta nella cenere e poi l'avevano data ad un cane.Da quel momento furono scoperti e si constatò che molte persone avevano ricevuto del male da loro.La prima persona ad essere accusata fu una schiava,cioè una donna che palesemente esercitava le arti della magia,il cui marito,John l'indiano,ben presto divenne il maggior accusatore nella vicenda.Dunque,al preludio delle origini della più famosa caccia alle streghe puritana ci furono due amerindi che avevano adattato la loro magia tradizionale a quella dei loro padroni e che denunciarono per risparmiarsi la vita.
Si sa poco delle pratiche stregonesche di stampo non europeo praticate nei diversi imperi coloniali.Il tipo di stregoneria più noto è quello afro-americano praticato ad Haiti:la vecchia religione del vodu.Il vodu è infatti una forma di religione e non un tipo di stregoneria,anche se i coloni francesi hanno confuso le cose fin dal 600.A rendere la storia del vodu haitiano così importante non è tanto la purezza dei suoi riti,quanto più gli imprestiti derivati dal cristianesimo.Gli schiavi africani che giungevano nell'isola venivano battezzati,ma non si dava loro alcuna istruzione cristiana,ecco quindi il perchè conservavano molte delle loro usanze pur ostentando una adesione al cristianesimo.
Nel 1795 nell'isola ci fu un'insurrezione di negri che portò alla cacciata dei francesi.Nel 1804 Haiti era già indipendente,e da allora restò uno stato afro-americano cattolico,così nessuna iniziativa missionaria disturbò a lungo la sua religione,che restò la stessa del 700.Il vodu haitiano comprende riti magici e stregoneschi,e,poichè non è una religione africana pura ma giova di elementi presenti sia nella cultura africana che in quella cristiana,crede nel potere magico dei sacramenti e,quindi,battezza gli oggetti del proprio culto.I loro stregoni,i bokos,praticano sia la magia bianca che quella nera,ed il loro potere più tremendo è quello di far rivivere i morti in uno stato di semi-idiozia e di costringerli ad ubbidire ai loro voleri(sono gli zombie).Tutte queste credenze sono fondamentalmente africane,ma la stregoneria haitiana ha anche un che di cristiano.Per esempio gli zombie diventano furiosi solo se si dà loro del sale,che era tabù nel sabba delle streghe,e inoltre le polveri più efficaci contro i maleficia devono essere preparate la notte di Natale.Elementi europei si trovano anche sull'esistenza delle zobop,streghe che escono di notte in gruppo al suono di tamburelli udibili solo da loro,che si possono tramutare in animali e che praticano il cannibalismo riunite in crocicchi o in cimiteri.
Altrove queste credenze si persero,i proprietari di schiavi esercitarono nei territori colonizzati controlli sociali più efficaci e imposero una più solerte istruzione religiosa.Il caso della continuità haitiana ma anche quello di altre zone,come ad esempio Santo Domingo,stanno a dimostrare le durevoli reciproche influenze culturali che si ebbero tra schiavi e loro padroni.Le Americhe di età coloniale furono,quindi,teatro sia di una trionfante esplosione del Cristianesimo nel Nuovo Mondo,sia della fusione tra superstizioni europee e superstizioni di altra provenienza.
venerdì 11 marzo 2011
L'Inquisizione nei paesi cattolici
Recentemente mi è capitato di rivedere un film sulla tarda inquisizione spagnola particolarmente drammatico ma anche significativo( L'ultimo inquisitore,regia Milos Forman).Documentandomi ulteriormente sull'argomento,che non mi era certo sconosciuto,ne ho tratto quanto segue.
Fin dal XII secolo,quando il diritto canonico aveva preso forma compiuta ed ufficiale,la cristianità era stata disseminata di diversi tribunali ecclesiastici.Il cattolicesimo vantò tre grandi istituzioni giudiziarie in Spagna,a Roma e nel Portogallo;erano state istituite,come i loro precedenti medievali,al fine preciso di estirpare l'eresia.Tuttavia,nel corso del 500 e del 600,le Inquisizioni,soprattutto quelle dell'area Mediterranea,acquistarono potere di giurisdizione su molte altre materie,infatti i loro atti abbondano di interrogatori e processi di gente accusata di diverse credenze che avevano poco o nulla a che fare con l'eresia:si occuparono infatti di atti immorali,stregoneria,magia bianca e nera,letture proibite...
Secondo una leggenda metropolitana e non documentata,le Inquisizioni dell'Europa Mediterranea erano fanatiche e sanguinarie,e la più crudele di tutte sarebbe stata quella spagnola.Tuttavia,in base a ciò che hanno potuto ricostruire gli storici,si può affermare che le inquisizioni operanti nella zona mediterranea furono meno sanguinarie dei tribunali laici,i quali condannavano al patibolo senza neanche voler capire le ragioni degli imputati.Gli inquisitori infatti erano,sotto il profilo psicologico,più astuti dei giudici laici e più accorti nel formulare sentenze ben motivate.
La spagnola è stata quella che gli storici hanno trovato più agevole studiare.Per il tempo che va dal 1550 fino a quando si spense in Spagna (1700) la dinastia asburgica,si possiedono più di 50.000 casi trattati dai vari rami del tribunale,e si può constatare che meno della metà di tali casi comportarono veri e propri processi per reato di eresia poichè gli imputati erano giudaizzanti,moriscos,protestanti o mistici.In maggioranza però furono giudicati casi di credenze arieggianti l'eresia,superstizione,preti lussuriosi che avevano tentato di sedurre le proprie penitenti abusando del confessionale,bestemmiatori,bigami ed altri reati morali assortiti,tra i quali la sodomia.
Gli storici non hanno potuto indagare più chiaramente sull'Inquisizione Romana e su quella Portoghese,molto modesta ma anche,a quanto pare,più sanguinaria della collega Spagnola.L'alto livello dell'attivismo e delle condanne capitali dell'Inquisizione Portoghese dipesero dal fatto che ebbe a che fare con una popolazione largamente formata da conversos,la maggior parte dei quali era immigrata in territorio portoghese dopo l'espulsione degli ebrei dalla Spagna nel 1492:questi ebrei fuggiaschi furono poi battezzati a forza alcuni anni dopo.
L'Inquisizione Romana,istituita nel 1542 per esercitare la sua giurisdizione sulla penisola italiana,differì per due aspetti rilevanti dai modelli iberici.In primo luogo non praticò la pubblica umiliazione dei rei convinti al cospetto di grandi folle,in secondo luogo,restò disgiunta dai governi laici dei vari stati italiani,fatta eccezione,ovviamente,per lo Stato della Chiesa.A causa della distruzione di carte operata dai giacobini nell'ultimo decennio del secolo XVIII,e poi dai saccheggi dell'età napoleonica,la maggior parte degli atti riguardanti sia l'organo centrale,sia quelli periferici dell'Inquisizione Romana,sono andati perduti.
L'Inquisizione Spagnola era stata organizzata nel 1478 al termine di un processo di conversione degli ebrei i cui inizi vanno fatti risalire alle grandi persecuzioni in massa della fine del 300,mentre le altre due Inquisizioni avevano origini più recenti.In un primo momento quindi si occupò della caccia letale ai conversos,gli ebrei convertiti di cui si sospettava la sincerità della conversione,dopo allargò i capi di imputazione anche ad altre questioni.
Nella sua prima fase l'Inquisizione Romana non si occupò per niente della faccenda antisemitica della Spagna o del Portogallo,dato che era troppo impegnata nella caccia puntigliosa ai protestanti di natali italiani.Tuttavia,le varie diramazioni del Santo Ufficio romano,già prima del 1600 cominciarono a mutare i loro bersagli più cospicui:all'eresia subentrò l'ossessione della lotta alle pratiche magiche e ad altre forme di superstizione.
Nella maggior parte dei casi non si elevarono accuse di stregoneria,questo reato,infatti,rientrava nella giurisdizione di tutte e tre le inquisizioni,ma ognuna di esse sembra abbia esaminato tali accuse con riluttanza e abbia punito i colpevoli con una certa mitezza,a differenza dei tribunali laici.Riempie di stupore infatti che l'Inquisizione Spagnola già nel 1538 ammonisse i tribunali da lei dipendenti che gli inquisitori dovevano credere a tutto quello che si leggeva nel Malleus Maleficarum.Inoltre gli storici hanno appurato che,pur esistendo una cospicua mole di incartamenti riguardanti denunce di reati di stregoneria,la quantità di pene inflitte era scarsissima.
Non sappiamo con precisione quanti furono i mandati a morte dall'Inquisizione Romana,tuttavia,come palesa il caso di Giordano Bruno,sappiamo che gli accusati più importanti furono spesso trasferiti a Roma per l'interrogatorio finale e per ricevere la sentenza.Probabilmente furono meno della metà del numero di persone condannate a morte dall'Inquisizione Spagnola,dobbiamo però tenere presente che in Italia non si ebbe a che fare con i conversos,e che l'infiltrazione protestante cessò di diventare una minaccia seria dopo la seconda metà del 500.
Sia l'Inquisizione Spagnola che quella Romana si occuparono di costumi morali.I casi di bigamia furono moltissimi,come pure le sentenze contro i preti che avevano approfittato del confessionale per fare proposte sconvenienti alle donne.Si prestava attenzione anche a coloro che coltivavano errori gravi nelle loro credenze religiose,errori che risalivano al periodo in cui non si era ancora diffuso l'insegnamento sistematico del catechismo,errori che il Concilio di Trento aveva pensato di correggere.
Uno degli aspetti importanti del controllo del pensiero da parte dell'Iinquisizione fu la censura dei libri,di cui si occuparono tutti e tre gli organi.I criteri a cui si attennero i censori portarono ad includere nell'Indice dei libri proibiti non solo tutte le opere di eretici notori,tutti i testi biblici tradotti in volgare e quasi tutte le opere anonime scritte in volgare,ma anche opere di pregio letterario più basso,molti libri del genere cavalleresco e tutte le opere di magia o qualsiasi scritto che presentasse in luce favorevole amori giudicati illeciti.Dunque appare chiaro che la censura così esercitata sulla produzione letteraria aveva di mira la difesa sia della morale che dell'ortodossia.
Diversamente dal modo di operare di molti tribunali penali della prima età moderna,gli inquisitori non davano molto credito alla tortura come mezzo per far venir fuori la verità,preferivano interrogare e controinterrogare un sospettato più volte anche per accertarele sue intenzioni.Senza arrivare alla pena di morte molte furono le sentenze durissime da loro pronunciate.
E' importante sottolineare con quanta prudenza e serietà questi organi trattassero i casi e le imputazioni di superstizione,è vero che la loro lentezza era proverbiale,e così tenevano gli imputati confinati in carcere per anni o nelle condizioni di inquisiti,ma è anche vero che la loro lentezza nel procedere era anche la dimostrazione che non volevano commettere errori giudiziari.Il loro paternalismo era contrario ad ogni forma di libertà di pensiero,ma lo era nel proposito di voler preservare la fede cattolica da credenze errate e superstiziose.
Fin dal XII secolo,quando il diritto canonico aveva preso forma compiuta ed ufficiale,la cristianità era stata disseminata di diversi tribunali ecclesiastici.Il cattolicesimo vantò tre grandi istituzioni giudiziarie in Spagna,a Roma e nel Portogallo;erano state istituite,come i loro precedenti medievali,al fine preciso di estirpare l'eresia.Tuttavia,nel corso del 500 e del 600,le Inquisizioni,soprattutto quelle dell'area Mediterranea,acquistarono potere di giurisdizione su molte altre materie,infatti i loro atti abbondano di interrogatori e processi di gente accusata di diverse credenze che avevano poco o nulla a che fare con l'eresia:si occuparono infatti di atti immorali,stregoneria,magia bianca e nera,letture proibite...
Secondo una leggenda metropolitana e non documentata,le Inquisizioni dell'Europa Mediterranea erano fanatiche e sanguinarie,e la più crudele di tutte sarebbe stata quella spagnola.Tuttavia,in base a ciò che hanno potuto ricostruire gli storici,si può affermare che le inquisizioni operanti nella zona mediterranea furono meno sanguinarie dei tribunali laici,i quali condannavano al patibolo senza neanche voler capire le ragioni degli imputati.Gli inquisitori infatti erano,sotto il profilo psicologico,più astuti dei giudici laici e più accorti nel formulare sentenze ben motivate.
La spagnola è stata quella che gli storici hanno trovato più agevole studiare.Per il tempo che va dal 1550 fino a quando si spense in Spagna (1700) la dinastia asburgica,si possiedono più di 50.000 casi trattati dai vari rami del tribunale,e si può constatare che meno della metà di tali casi comportarono veri e propri processi per reato di eresia poichè gli imputati erano giudaizzanti,moriscos,protestanti o mistici.In maggioranza però furono giudicati casi di credenze arieggianti l'eresia,superstizione,preti lussuriosi che avevano tentato di sedurre le proprie penitenti abusando del confessionale,bestemmiatori,bigami ed altri reati morali assortiti,tra i quali la sodomia.
Gli storici non hanno potuto indagare più chiaramente sull'Inquisizione Romana e su quella Portoghese,molto modesta ma anche,a quanto pare,più sanguinaria della collega Spagnola.L'alto livello dell'attivismo e delle condanne capitali dell'Inquisizione Portoghese dipesero dal fatto che ebbe a che fare con una popolazione largamente formata da conversos,la maggior parte dei quali era immigrata in territorio portoghese dopo l'espulsione degli ebrei dalla Spagna nel 1492:questi ebrei fuggiaschi furono poi battezzati a forza alcuni anni dopo.
L'Inquisizione Romana,istituita nel 1542 per esercitare la sua giurisdizione sulla penisola italiana,differì per due aspetti rilevanti dai modelli iberici.In primo luogo non praticò la pubblica umiliazione dei rei convinti al cospetto di grandi folle,in secondo luogo,restò disgiunta dai governi laici dei vari stati italiani,fatta eccezione,ovviamente,per lo Stato della Chiesa.A causa della distruzione di carte operata dai giacobini nell'ultimo decennio del secolo XVIII,e poi dai saccheggi dell'età napoleonica,la maggior parte degli atti riguardanti sia l'organo centrale,sia quelli periferici dell'Inquisizione Romana,sono andati perduti.
L'Inquisizione Spagnola era stata organizzata nel 1478 al termine di un processo di conversione degli ebrei i cui inizi vanno fatti risalire alle grandi persecuzioni in massa della fine del 300,mentre le altre due Inquisizioni avevano origini più recenti.In un primo momento quindi si occupò della caccia letale ai conversos,gli ebrei convertiti di cui si sospettava la sincerità della conversione,dopo allargò i capi di imputazione anche ad altre questioni.
Nella sua prima fase l'Inquisizione Romana non si occupò per niente della faccenda antisemitica della Spagna o del Portogallo,dato che era troppo impegnata nella caccia puntigliosa ai protestanti di natali italiani.Tuttavia,le varie diramazioni del Santo Ufficio romano,già prima del 1600 cominciarono a mutare i loro bersagli più cospicui:all'eresia subentrò l'ossessione della lotta alle pratiche magiche e ad altre forme di superstizione.
Nella maggior parte dei casi non si elevarono accuse di stregoneria,questo reato,infatti,rientrava nella giurisdizione di tutte e tre le inquisizioni,ma ognuna di esse sembra abbia esaminato tali accuse con riluttanza e abbia punito i colpevoli con una certa mitezza,a differenza dei tribunali laici.Riempie di stupore infatti che l'Inquisizione Spagnola già nel 1538 ammonisse i tribunali da lei dipendenti che gli inquisitori dovevano credere a tutto quello che si leggeva nel Malleus Maleficarum.Inoltre gli storici hanno appurato che,pur esistendo una cospicua mole di incartamenti riguardanti denunce di reati di stregoneria,la quantità di pene inflitte era scarsissima.
Non sappiamo con precisione quanti furono i mandati a morte dall'Inquisizione Romana,tuttavia,come palesa il caso di Giordano Bruno,sappiamo che gli accusati più importanti furono spesso trasferiti a Roma per l'interrogatorio finale e per ricevere la sentenza.Probabilmente furono meno della metà del numero di persone condannate a morte dall'Inquisizione Spagnola,dobbiamo però tenere presente che in Italia non si ebbe a che fare con i conversos,e che l'infiltrazione protestante cessò di diventare una minaccia seria dopo la seconda metà del 500.
Sia l'Inquisizione Spagnola che quella Romana si occuparono di costumi morali.I casi di bigamia furono moltissimi,come pure le sentenze contro i preti che avevano approfittato del confessionale per fare proposte sconvenienti alle donne.Si prestava attenzione anche a coloro che coltivavano errori gravi nelle loro credenze religiose,errori che risalivano al periodo in cui non si era ancora diffuso l'insegnamento sistematico del catechismo,errori che il Concilio di Trento aveva pensato di correggere.
Uno degli aspetti importanti del controllo del pensiero da parte dell'Iinquisizione fu la censura dei libri,di cui si occuparono tutti e tre gli organi.I criteri a cui si attennero i censori portarono ad includere nell'Indice dei libri proibiti non solo tutte le opere di eretici notori,tutti i testi biblici tradotti in volgare e quasi tutte le opere anonime scritte in volgare,ma anche opere di pregio letterario più basso,molti libri del genere cavalleresco e tutte le opere di magia o qualsiasi scritto che presentasse in luce favorevole amori giudicati illeciti.Dunque appare chiaro che la censura così esercitata sulla produzione letteraria aveva di mira la difesa sia della morale che dell'ortodossia.
Diversamente dal modo di operare di molti tribunali penali della prima età moderna,gli inquisitori non davano molto credito alla tortura come mezzo per far venir fuori la verità,preferivano interrogare e controinterrogare un sospettato più volte anche per accertarele sue intenzioni.Senza arrivare alla pena di morte molte furono le sentenze durissime da loro pronunciate.
E' importante sottolineare con quanta prudenza e serietà questi organi trattassero i casi e le imputazioni di superstizione,è vero che la loro lentezza era proverbiale,e così tenevano gli imputati confinati in carcere per anni o nelle condizioni di inquisiti,ma è anche vero che la loro lentezza nel procedere era anche la dimostrazione che non volevano commettere errori giudiziari.Il loro paternalismo era contrario ad ogni forma di libertà di pensiero,ma lo era nel proposito di voler preservare la fede cattolica da credenze errate e superstiziose.
lunedì 28 febbraio 2011
Storia del vampirismo
Il termine Vampiro è di origine slava: dal lituano wempti "bere" e il turco uber "essere diabolico".La radice slava della tradizione vampirica è legata alla particolare forma di religiosità pagana praticata da quei popoli.Una religiosità dalle radici profonde,se si considera che gli ultimi ad essere cristianizzati,gli slavi baltici,rinunciarono al paganesimo solo alla fine del XII secolo,e che nei villaggi i riti ancestrali continuarono a lungo ad essere praticati clandestinamente.Residui di rituali delle antiche festività pagane vennero individuati dagli antropologi ancora nei primi decenni del secolo scorso.
La religione degli slavi pre-cristiani aveva una forte tinta manistica,cioè prevedeva un particolare culto dei morti.Presso quelle popolazioni la vita d'oltretomba era considerata come una sorta di risvolto negativo della vita di questo mondo.Si credeva che i morti vivessero nelle stesse condizioni dei vivi,e per questo si disponevano presso i cadaveri provviste di cibo,armi e oggetti che potevano restargli utili.Si riteneva anche che il morto si separasse malvolentieri dalla sua gente,per cui i parenti prendevano delle precauzioni,vegliando il cadavere e cercando di distrarlo con canti e danze.Dei morti di morte violenta e dei giovani vergini si temeva in particolare il ritorno:si pensava infatti che questi defunti fossero ancora avidi delle gioie di cui il prematuro trapasso li aveva privati,e potessero ripresentarsi a pretenderle.
Per assicurarsi la tranquillità dei defunti,era in uso il rito delle esequie ripetute.A intervalli di tempo stabiliti i sepolcri venivano riaparti,le ossa lavate con balsami,i resti riavvolti in teli funebri.Quando nel corso di queste cerimonie un corpo per qualche motivo veniva trovato non decomposto,o in condizioni di preservazione diverse da quelle che ci si aspettava,si credeva che nel frattempo fosse tornato periodicamente nel mondo dei vivi a succhiare il sangue per prolungare la sua esistenza terrena.Allora lo si impalava e lo si bruciava.
La tipologia del vampiro variava a seconda del popolo di appartenenza,così come il suo nome.I Polacchi lo chiamavano Upir,e pensavano avesse una lingua affilata come un pungiglione.Nella Russia era detto Mjertovjek,ed era considerato figlio di un lupo mannaro e di una strega.Per i Serbi ed i Montenegrini aveva nome Vurdalak,e in vita era stato un uomo dalla condotta riprovevole.Da Morlacchi e Macedoni era detto Vrukolak,ed era molto temuto,perchè il suo richiamo notturno causava la morte di chi gli rispondeva,specie i parenti.Sampir lo chiamavano gli Albanesi,Nosferat i Bulgari,Ogoljen i Boemi,Gierach i Prussiani:la nomenclatura è assai vasta.
Malgrado le differenze,esistono caratteristiche comuni che ne permettono l'identificazione.Il vampiro ha in genere un viso emanciato,pallido come il marmo.Ha folti capelli e il corpo villoso al punto da avere spesso peli anche sulle palme delle mani.Il colore degli occhi è slavato,le labbra sono gonfie,spesso tumefatte,e, sollevandosi,scoprono canini lunghi e aguzzi.Inoltre ha le unghie sempre lunghissime e livide,le orecchie appuntite e mobili come quelle dei pipistrelli,l'alito orrendamente fetido.Teme l'odore dell'aglio,l'esposizione prolungata alla luce del sole,la vista dei simboli sacri.Il suo morso è anestetico,tanto che la vittima che lo subisce durante il sonno,non si sveglia.Nel succhiare il sangue,emette un suono caratteristico per il quale il vampirologo Pierre Thyraeus de Neuss ha coniato un termine apposito nel 1700:poppysma.Il suo morso è inoltre contagioso:chi ne muore diventa vampiro a sua volta.
Nel corso dei secoli tutta l'Europa fu percorsa in varie riprese da epidemie di vampirismo.L'islandese saga degli uomini di Eyr,che tratta eventi svoltisi tra l'800 e il 900 d.c. narra la storia di Torolf Gambastorta,alla cui morte si cominciarono a verificare misteriosi decessi di uomini e animali.Si aprì allora la sua tomba e lo si trovò in perfette condizioni.Intorno al suo sepolcro venne allora eretta un'alta palizzata per tenerlo confinato ma,dopo qualche tempo,lo si trovò ancora incorrotto,e allora si decise di bruciarlo:dopodichè il vampiro non comparve più.
Saxo Grammaticus,nel XIII secolo racconta nella Danica Historia che,durante una pestilenza in Danimarca,si attribuì la moria all'opera di un uomo assassinato il cui cadavere si aggirava nottetempo per le campagne.Il vampiro venne esumato,decapitato,e trafitto al cuore con un palo;in seguito a ciò la pestilenza scomparve.Intorno all'anno 1100,riferisce William di Newburgh nella Historia Rerum Anglicarum,venne esumato in Inghilterra il corpo di un vampiro,e si dovette darlo alle fiamme così che non nuocesse più.
A partire dalla seconda metà del 600,le documentazioni aumentarono enormemente.Epidemie di vampirismo con ampia e certificata casistica si hanno in Moravia(1662 e 1685),Istria(1672),Grecia(1701),Prussia Orientale(1710 e 1721),Ungheria(1725-1732),ancora in Prussia Orientale(1750),Slesia(1755),Valacchia(1756) e Russia(1772),per citare alcuni focolai tra i più noti.Risale a questo periodo l'applicazione al risurgente del termine vampiro,che si incontra per la prima volta nel 1725,nei documenti parrocchiali di Barn in Moravia.
Nel secolo successivo il fenomeno diminuì,tant'è vero che nel 1824,il parlamento britannico abolì la legge che prescriveva di trafiggere con un cuneo di legno i cadaveri dei suicidi e dei morti sospetti,a scanso di possibili rischi.Una legge analoga restò in vigore fino ai primi anni del 900 nello stato americano del Rhode Island,sede nella seconda metà del 700 dell'unica epidemia di vampirismo documentata sul territorio degli Stati Uniti.
Dalla seconda metà dell'800 ad oggi il vampirismo sembra aver perduto il carattere contagioso,e da fenomeno epidemico si è ridotto a casi sporadici.Nel 1909 un castello della Transilvania fu dato alle fiamme dai contadini locali,secondo i quali un vampiro che vi dimorava aveva causato una moria di bambini nel villaggio vicino.La notizia apparve su molti giornali.
La straordinaria concentrazione di fenomeni vampirici verificatisi a metà del 700,in pieno secolo dei lumi e in gran parte sui territori dell'impero austro-ungarico,generò un fiume di scritti sulla stampa dell'epoca,nonchè una serie di relazioni,atti pubblici,verbali,trattati da parte dei più dotti illuministi dell'epoca.Si interessarono al caso personalità di grande ascendente come Voltaire e Rousseau:il primo dicendosi scettico,e attribuendo l'origine delle dicerie ai Gesuiti;il secondo affermando che tutta la società umana è basata sullo sfruttamento e il vampirismo,dunque,per ognuno di noi,il vampiro sono gli altri.
Dovette infine intervenire la stessa imperatrice Maria Teresa che,nella sua visione razionale di una sovranità tesa a debellare ignoranza e superstizione,inviò personalità competenti per indagare sui motivi che spingevano i contadini a riesumare i cadaveri.Risultato dell'inchiesta fu l'autorevole relazione di Gerard von Swieten:Remarques sur les Vampyrisme de l'an 1755.L'illustre clinico attribuì i comportamenti dei villici a superstizione,e la presunta incorruttibilità di certi cadaveri riesumati a certe proprietà naturali dei terreni di sepoltura.
Anche la Santa Sede intervenne in materia.Il clero era tra i grandi accusati del fenomeno:i preti di campagna,ignoranti quanto i loro assistiti,erano infatti i primi a diffondere la credenza che i morti potessero risorgere a vita maligna.A raccomandare prudenza nell'accogliere le dicerie dei villici,si levò il dottissimo Cardinale Prospero Lambertini,in seguito papa Benedetto XIV,che,anche da Pontefice,raccomandò di trattare le voci sui risurgenti come superstizioni popolari,alimentate dalla credulità del basso clero purtroppo troppo ignorante.
Se ciò fu sufficiente a convincere le persone colte,non bastò certo ad avere credito tra le genti di campagna.Nei borghi il fenomeno rimase più vivo che mai:tanto più che in secoli di pratiche esumatorie in presenza di preti e magistrati locali,avevano ormai codificato un modus operandi per condurre le azioni.L'accusa di vampirismo nei confronti di defunti sospetti doveva essere mossa davanti al magistrato,il quale istruiva un processo preliminare tendente a dimostrare che realmente il cadavere accusato fosse tale.al processo venivano ascoltate le testimonianze dei parenti perseguitati,dei compaesani e del parroco,sulla base delle cui dichiarazioni il magistrato decideva se proseguire o meno l'istruttoria.In caso affermativo,prima di procedere alla sentenza,accertava che,davanti ad una commissione ufficiale di esperti giudici,ecclesiastici e militari,il cadavere accusato si dimostrasse effettivamente refrattario ai sintomi della morte: per esempio ostentando integrità dalla decomposizione,membra flessibili e intatte,crescita di unghie,barba e capelli dopo la morte,trasudando sangue dal naso,dalle orecchie e dai pori.
Soltanto dopo un simile accertamento il magistrato emanava la sentenza di morte definitiva,che veniva applicata mediante l'infissione di un cuneo di legno nel cuore,il taglio della testa e,se necessario,la cremazione.
La religione degli slavi pre-cristiani aveva una forte tinta manistica,cioè prevedeva un particolare culto dei morti.Presso quelle popolazioni la vita d'oltretomba era considerata come una sorta di risvolto negativo della vita di questo mondo.Si credeva che i morti vivessero nelle stesse condizioni dei vivi,e per questo si disponevano presso i cadaveri provviste di cibo,armi e oggetti che potevano restargli utili.Si riteneva anche che il morto si separasse malvolentieri dalla sua gente,per cui i parenti prendevano delle precauzioni,vegliando il cadavere e cercando di distrarlo con canti e danze.Dei morti di morte violenta e dei giovani vergini si temeva in particolare il ritorno:si pensava infatti che questi defunti fossero ancora avidi delle gioie di cui il prematuro trapasso li aveva privati,e potessero ripresentarsi a pretenderle.
Per assicurarsi la tranquillità dei defunti,era in uso il rito delle esequie ripetute.A intervalli di tempo stabiliti i sepolcri venivano riaparti,le ossa lavate con balsami,i resti riavvolti in teli funebri.Quando nel corso di queste cerimonie un corpo per qualche motivo veniva trovato non decomposto,o in condizioni di preservazione diverse da quelle che ci si aspettava,si credeva che nel frattempo fosse tornato periodicamente nel mondo dei vivi a succhiare il sangue per prolungare la sua esistenza terrena.Allora lo si impalava e lo si bruciava.
La tipologia del vampiro variava a seconda del popolo di appartenenza,così come il suo nome.I Polacchi lo chiamavano Upir,e pensavano avesse una lingua affilata come un pungiglione.Nella Russia era detto Mjertovjek,ed era considerato figlio di un lupo mannaro e di una strega.Per i Serbi ed i Montenegrini aveva nome Vurdalak,e in vita era stato un uomo dalla condotta riprovevole.Da Morlacchi e Macedoni era detto Vrukolak,ed era molto temuto,perchè il suo richiamo notturno causava la morte di chi gli rispondeva,specie i parenti.Sampir lo chiamavano gli Albanesi,Nosferat i Bulgari,Ogoljen i Boemi,Gierach i Prussiani:la nomenclatura è assai vasta.
Malgrado le differenze,esistono caratteristiche comuni che ne permettono l'identificazione.Il vampiro ha in genere un viso emanciato,pallido come il marmo.Ha folti capelli e il corpo villoso al punto da avere spesso peli anche sulle palme delle mani.Il colore degli occhi è slavato,le labbra sono gonfie,spesso tumefatte,e, sollevandosi,scoprono canini lunghi e aguzzi.Inoltre ha le unghie sempre lunghissime e livide,le orecchie appuntite e mobili come quelle dei pipistrelli,l'alito orrendamente fetido.Teme l'odore dell'aglio,l'esposizione prolungata alla luce del sole,la vista dei simboli sacri.Il suo morso è anestetico,tanto che la vittima che lo subisce durante il sonno,non si sveglia.Nel succhiare il sangue,emette un suono caratteristico per il quale il vampirologo Pierre Thyraeus de Neuss ha coniato un termine apposito nel 1700:poppysma.Il suo morso è inoltre contagioso:chi ne muore diventa vampiro a sua volta.
Nel corso dei secoli tutta l'Europa fu percorsa in varie riprese da epidemie di vampirismo.L'islandese saga degli uomini di Eyr,che tratta eventi svoltisi tra l'800 e il 900 d.c. narra la storia di Torolf Gambastorta,alla cui morte si cominciarono a verificare misteriosi decessi di uomini e animali.Si aprì allora la sua tomba e lo si trovò in perfette condizioni.Intorno al suo sepolcro venne allora eretta un'alta palizzata per tenerlo confinato ma,dopo qualche tempo,lo si trovò ancora incorrotto,e allora si decise di bruciarlo:dopodichè il vampiro non comparve più.
Saxo Grammaticus,nel XIII secolo racconta nella Danica Historia che,durante una pestilenza in Danimarca,si attribuì la moria all'opera di un uomo assassinato il cui cadavere si aggirava nottetempo per le campagne.Il vampiro venne esumato,decapitato,e trafitto al cuore con un palo;in seguito a ciò la pestilenza scomparve.Intorno all'anno 1100,riferisce William di Newburgh nella Historia Rerum Anglicarum,venne esumato in Inghilterra il corpo di un vampiro,e si dovette darlo alle fiamme così che non nuocesse più.
A partire dalla seconda metà del 600,le documentazioni aumentarono enormemente.Epidemie di vampirismo con ampia e certificata casistica si hanno in Moravia(1662 e 1685),Istria(1672),Grecia(1701),Prussia Orientale(1710 e 1721),Ungheria(1725-1732),ancora in Prussia Orientale(1750),Slesia(1755),Valacchia(1756) e Russia(1772),per citare alcuni focolai tra i più noti.Risale a questo periodo l'applicazione al risurgente del termine vampiro,che si incontra per la prima volta nel 1725,nei documenti parrocchiali di Barn in Moravia.
Nel secolo successivo il fenomeno diminuì,tant'è vero che nel 1824,il parlamento britannico abolì la legge che prescriveva di trafiggere con un cuneo di legno i cadaveri dei suicidi e dei morti sospetti,a scanso di possibili rischi.Una legge analoga restò in vigore fino ai primi anni del 900 nello stato americano del Rhode Island,sede nella seconda metà del 700 dell'unica epidemia di vampirismo documentata sul territorio degli Stati Uniti.
Dalla seconda metà dell'800 ad oggi il vampirismo sembra aver perduto il carattere contagioso,e da fenomeno epidemico si è ridotto a casi sporadici.Nel 1909 un castello della Transilvania fu dato alle fiamme dai contadini locali,secondo i quali un vampiro che vi dimorava aveva causato una moria di bambini nel villaggio vicino.La notizia apparve su molti giornali.
La straordinaria concentrazione di fenomeni vampirici verificatisi a metà del 700,in pieno secolo dei lumi e in gran parte sui territori dell'impero austro-ungarico,generò un fiume di scritti sulla stampa dell'epoca,nonchè una serie di relazioni,atti pubblici,verbali,trattati da parte dei più dotti illuministi dell'epoca.Si interessarono al caso personalità di grande ascendente come Voltaire e Rousseau:il primo dicendosi scettico,e attribuendo l'origine delle dicerie ai Gesuiti;il secondo affermando che tutta la società umana è basata sullo sfruttamento e il vampirismo,dunque,per ognuno di noi,il vampiro sono gli altri.
Dovette infine intervenire la stessa imperatrice Maria Teresa che,nella sua visione razionale di una sovranità tesa a debellare ignoranza e superstizione,inviò personalità competenti per indagare sui motivi che spingevano i contadini a riesumare i cadaveri.Risultato dell'inchiesta fu l'autorevole relazione di Gerard von Swieten:Remarques sur les Vampyrisme de l'an 1755.L'illustre clinico attribuì i comportamenti dei villici a superstizione,e la presunta incorruttibilità di certi cadaveri riesumati a certe proprietà naturali dei terreni di sepoltura.
Anche la Santa Sede intervenne in materia.Il clero era tra i grandi accusati del fenomeno:i preti di campagna,ignoranti quanto i loro assistiti,erano infatti i primi a diffondere la credenza che i morti potessero risorgere a vita maligna.A raccomandare prudenza nell'accogliere le dicerie dei villici,si levò il dottissimo Cardinale Prospero Lambertini,in seguito papa Benedetto XIV,che,anche da Pontefice,raccomandò di trattare le voci sui risurgenti come superstizioni popolari,alimentate dalla credulità del basso clero purtroppo troppo ignorante.
Se ciò fu sufficiente a convincere le persone colte,non bastò certo ad avere credito tra le genti di campagna.Nei borghi il fenomeno rimase più vivo che mai:tanto più che in secoli di pratiche esumatorie in presenza di preti e magistrati locali,avevano ormai codificato un modus operandi per condurre le azioni.L'accusa di vampirismo nei confronti di defunti sospetti doveva essere mossa davanti al magistrato,il quale istruiva un processo preliminare tendente a dimostrare che realmente il cadavere accusato fosse tale.al processo venivano ascoltate le testimonianze dei parenti perseguitati,dei compaesani e del parroco,sulla base delle cui dichiarazioni il magistrato decideva se proseguire o meno l'istruttoria.In caso affermativo,prima di procedere alla sentenza,accertava che,davanti ad una commissione ufficiale di esperti giudici,ecclesiastici e militari,il cadavere accusato si dimostrasse effettivamente refrattario ai sintomi della morte: per esempio ostentando integrità dalla decomposizione,membra flessibili e intatte,crescita di unghie,barba e capelli dopo la morte,trasudando sangue dal naso,dalle orecchie e dai pori.
Soltanto dopo un simile accertamento il magistrato emanava la sentenza di morte definitiva,che veniva applicata mediante l'infissione di un cuneo di legno nel cuore,il taglio della testa e,se necessario,la cremazione.
martedì 22 febbraio 2011
Costumi alimentari dei trapassati
Anticamente,la fame dei trapassati veniva placata con offerte periodiche alimentari,rinchiudendo nelle tombe varie provviste di cibo reali o simboliche.Che il cibo reale venisse effettivamente utilizzato,risulta da varie testimonianze,anche in tempi relativamente recenti,poste in ragguardevoli trattati quali la Dissertatio Historico-Philosophica de Masticazione Mortuorum di Philip Rohr(1679),o il più celebre De Masticatione Mortuorum in Tumulis di Michel M.Raufft(1734),nei quali si trovano vari esempi,risalenti a diverse epoche,sull'attività manducatoria nei sepolcri: morti(o presunti tali) che divorano ciò che era stato posto nel cenotafio e rodono sudari,giungendo a divorare le proprie stesse membra.E,in effetti,secondo parecchie testimonianze,quando le riserve alimentari venivano meno o erano giudicate insufficienti,il morto provvedeva da solo.
Le leggende nelle quali si trova la sgradevole presenza di un defunto a tavola,sono numerose.Presso certe comunità era in uso far sedere a capotavola un cadavere mummificato:si credeva che così,vedendo il posto già occupato,un eventuale risurgente desistesse dal tentativo di sedersi a mensa.
Secondo una folta serie di tradizioni,quello preferito dai trapassati è un cibo del tutto particolare,che non si reperisce nei banchetti dei vivi: la carne umana.Nei miti più antichi,questa era considerata infatti l'alimento vivificante per eccellenza,il cibo degli dei in grado di saldare la frattura tra la vita e la morte.
Si chiamava Lamashtu,presso i Babilonesi,il demone femminile,larva di una prostituta,che attirava gli uomini per berne il sangue,e strappava il feto dal grembo delle donne incinte.Aluqa,cioè "Succhiasangue",chiamavano gli Ebrei la larva che assaliva i viandanti persi nel deserto per succhiarne l'elemento vitale:non solo il sangue,ma anche lo sperma.Un essere simile era detto Empusa dai Greci: in apparenza era una splendida fanciulla che col suo aspetto seduceva gli incauti,mentre in realtà era un orrido mostro con un piede di bronzo e l'altro di sterco d'asina.
D'altronde,bere il sangue,oltre che operazione volta ad acquisire speciale forza di vita,può essere visto anche come piacere.Si legge nei Nibelunghi che i guerrieri Hagen di Tronje,intrappolati in una sala a cui era stato appiccato il fuoco,per spegnere l'arsura bevvero il sangue che stillava dai corpi dei caduti,traendone non solo forza ma anche diletto.
Verso la fine del Medioevo,gli inquieti morti europei avevano ormai affinato questi concetti,sintetizzando le loro attività sessuali e vivificanti in una sola operazione:succhiare il sangue dei vivi.Con ciò ne assorbivano l'energia essenziale,quella che la bibbia chiama "vita" e di cui più volte si proibisce esplicitamente di cibarsi.
L'assorbimento del sangue di una persona,preferibilmente di sesso opposto-per aggiungere all'operazione ulteriore carica vitale insita nella sessualità-finì in tal modo per sostituirsi vantaggiosamente a ogni altra forma di commistione fra il mondo dei viventi e quello dei morti.
Nella gran parte delle leggende vampiriche posteriori al Medioevo,il bacio del morto seduttore scivola dunque dalla bocca alla gola della vittima e,mentre la forza vitale di quest'ultima viene aspirata insieme col sangue,si consuma un vero atto erotico: il godimento dei due partecipanti è apparentemente lo stesso.
Le leggende nelle quali si trova la sgradevole presenza di un defunto a tavola,sono numerose.Presso certe comunità era in uso far sedere a capotavola un cadavere mummificato:si credeva che così,vedendo il posto già occupato,un eventuale risurgente desistesse dal tentativo di sedersi a mensa.
Secondo una folta serie di tradizioni,quello preferito dai trapassati è un cibo del tutto particolare,che non si reperisce nei banchetti dei vivi: la carne umana.Nei miti più antichi,questa era considerata infatti l'alimento vivificante per eccellenza,il cibo degli dei in grado di saldare la frattura tra la vita e la morte.
Si chiamava Lamashtu,presso i Babilonesi,il demone femminile,larva di una prostituta,che attirava gli uomini per berne il sangue,e strappava il feto dal grembo delle donne incinte.Aluqa,cioè "Succhiasangue",chiamavano gli Ebrei la larva che assaliva i viandanti persi nel deserto per succhiarne l'elemento vitale:non solo il sangue,ma anche lo sperma.Un essere simile era detto Empusa dai Greci: in apparenza era una splendida fanciulla che col suo aspetto seduceva gli incauti,mentre in realtà era un orrido mostro con un piede di bronzo e l'altro di sterco d'asina.
D'altronde,bere il sangue,oltre che operazione volta ad acquisire speciale forza di vita,può essere visto anche come piacere.Si legge nei Nibelunghi che i guerrieri Hagen di Tronje,intrappolati in una sala a cui era stato appiccato il fuoco,per spegnere l'arsura bevvero il sangue che stillava dai corpi dei caduti,traendone non solo forza ma anche diletto.
Verso la fine del Medioevo,gli inquieti morti europei avevano ormai affinato questi concetti,sintetizzando le loro attività sessuali e vivificanti in una sola operazione:succhiare il sangue dei vivi.Con ciò ne assorbivano l'energia essenziale,quella che la bibbia chiama "vita" e di cui più volte si proibisce esplicitamente di cibarsi.
L'assorbimento del sangue di una persona,preferibilmente di sesso opposto-per aggiungere all'operazione ulteriore carica vitale insita nella sessualità-finì in tal modo per sostituirsi vantaggiosamente a ogni altra forma di commistione fra il mondo dei viventi e quello dei morti.
Nella gran parte delle leggende vampiriche posteriori al Medioevo,il bacio del morto seduttore scivola dunque dalla bocca alla gola della vittima e,mentre la forza vitale di quest'ultima viene aspirata insieme col sangue,si consuma un vero atto erotico: il godimento dei due partecipanti è apparentemente lo stesso.
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